Locarno, capoluogo distrettuale e polo regionale, si specchia nelle acque svizzere del Lago Maggiore (Verbano).
In termini demografici, con i suoi 15.000 abitanti, è la terza località del Canton Ticino dopo Lugano e Bellinzona. La città travalica però ampiamente i confini comunali, ritenuto che anche la stazione ferroviaria, seppure a pochi passi dalla famosa Piazza Grande, si trova al di fuori del suo comprensorio, a Muralto, così come il suo simbolo, la Madonna del Sasso, che la veglia da Orselina. D'altronde, se la si considerasse con i criteri europei, la sua popolazione raggiungerebbe i 50.000 residenti.
Reputata meta turistica, gode di un favorevole microclima che consente alla vegetazione mediterranea e subtropicale di prosperare. Alla sua notorietà molto ha contribuito il Festival internazionale del film di Locarno, il più antico e longevo (prima edizione nel 1946) dopo quello di Venezia.
Nella regione hanno soggiornato, e talvolta vi hanno abitato sino alla morte, intellettuali e artisti. Tra essi Michail Bakunin (1814-1876; filosofo, padre fondatore dell'anarchismo), Carlo Cafiero (1846-1892; teorico del comunismo anarchico), Antoinette de Saint-Léger (1856-1948; mecenate), Ruggero Leoncavallo (1857-1919; compositore musicale), Stefan George (1868–1933; poeta), Elisar von Kupffer (1872–1942; pittore, poeta, drammaturgo e storico), Rainer Maria Rilke (1875-1926; poeta), Hermann Hesse (1877-1962; scrittore, poeta e pittore), Salvador de Madariaga (1886-1978; storico e scrittore), Jean Arp (1886-1966; pittore e scultore, tra i fondatori del dadaismo), Erich Maria Remarque (1898-1970; scrittore), Ignazio Silone (1900-1978; scrittore), Erich Fromm (1900-1980; psicanalista e sociologo), Charlotte Bara (1901-1986; ballerina), John Eccles (1903-1997; Nobel per la medicina nel 1963), Paulette Goddard (1910-1990; attrice), Max Frisch (1911-1991; architetto e scrittore), Patricia Highsmith (1921-1995; scrittrice). Al di là della Maggia, ad Ascona, si erge il Monte Verità, modesta ma magnetica collina che, appunto, richiamò l'attenzione di importanti personalità della cultura, soprattutto nordica, attirate dai pionieri dei movimenti avanguardisti (teosofi, utopisti e naturisti) che vi si erano stabiliti a partire dal 1900 per iniziativa di Ida Hofmann (1864-1926) e Henri Oedenkoven (1875-1935), capaci, questi ultimi, di far germogliare il seme gettato dai sognatori e dagli anarchici che avevano frequentato il Locarnese nel secolo che si era appena concluso.
|
Licenced under GFDL, derived from Wikipedia. |